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Grandi Salite
CAVALLO DI NOVEZZA
articolo pubblicato su "La Bicicletta", dicembre 2000
di Carlo Turchetto
Una salita piuttosto
lunga e impegnativa,
visto il kilometraggio
e, soprattutto, il dislivello da superare, aumentato anche
dalla perdita di quota tra Spiazzi
e Ferrara di Monte Baldo.
Località di partenza: Caprino Veronese (VR)
Lunghezza: 24.3 km
Dislivello: 1327metri
Pendenza massima: 14 %
Pendenza media: 5.5 %
Quota massima raggiunta: 1433 metri
Esposizione: sud
Periodo di percorrenza: da aprile a novembre
Info: Associazione Pro Loco Caprino Veronese, tel. 045/6230490;
Pro Loco Ferrara di Monte Baldo,
tel. 045/6247202
Il percorso Una salita piuttosto
lunga e impegnativa,
visto il kilometraggio
e, soprattutto, il dislivello da superare, aumentato anche
dalla perdita di quota tra Spiazzi
e Ferrara di Monte Baldo. A questi due fattori se ne deve aggiungere un terzo: l’incostanza della pendenza che va e viene repentinamente, concedendo
molti attimi di recupero,
ma impedendo al ciclista di improntare un ritmo costante.
Una salita da affrontare con un buon allenamento alle spalle, magari
in autunno, quando non c’è neve, ma con la temperatura già fresca che consente di superare indenni
le lunghe traversate esposte a sud che, in estate, risultano pesanti.
Dal duomo di Caprino
Si parte davanti al duomo
di Caprino Veronese, dove c’è anche la possibilità di parcheggiare l’auto. Fiancheggiata la chiesa, proseguiamo lungo la strada principale, la S.P. 8, seguendo
le indicazioni per Spiazzi e Monte Baldo. Attraversata così, in leggera salita, la vasta piazza, all’incrocio seguiamo, a destra, le indicazioni per Spiazzi e Ferrara di Monte Baldo e continuiamo a pedalare,
in mezzo alle case, su una salita non dura. Lasciate alle spalle le deviazioni per Gaion e Vilmezzano, la strada spiana completamente per 500 metri fino al bivio per San Martino e Rivoli, dove riprendiamo a salire con più decisione.
Ci attende, però, un altro tratto in piano prima della deviazione per Verona e l’autostrada, ma dopo
il bivio per la chiesa di Pazzon
la salita riprende ripida. Ancora
un paio di deviazioni per Vilmezzano
e arriviamo nel paese di Vezzane,
da dove, alzando lo sguardo, possiamo scorgere
distintamente parte della lunga strada che ci attende. La salita prosegue, varcando un primo
ponte e lasciando, a sinistra,
il locale “Alla Castagnara”
che ci invita a una sosta, ma è meglio sfruttare questi preziosi attimi di pendenza non dura e costante per cercare di impostare un buon passo e guadagnare qualche metro di dislivello.
Un vasto panorama
Superata, quindi, la deviazione per Stringara, varchiamo un secondo ponte, dopo di che la strada compie un’ampia curva
a sinistra e continua ancora
con pendenza piuttosto costante e con un vasto panorama su un territorio
assai ben curato .
Poco dopo, all’ingresso
del paese di Spiazzi, la strada spiana completamente. Lasciata a sinistra la deviazione per Brentonico, continuiamo
dritto per Novezza e Ferrara
di Monte Baldo, imboccando una ripida rampa che ci fa approdare proprio nel centro dove, nei pressi dell’albergo Corona, si stacca, a destra, la deviazione che conduce
al Santuario della Madonna della Corona, abbarbicato su una rupe a picco sulla valle dell’Adige.
La strada spiana ancora,
poi riprende a salire per continuare indugiando con un’alternanza di saliscendi che mettono a dura prova i nervi dello scalatore, ma che, presi con la dovuta cautela, consentono di gustarsi il panorama che si apre a destra sull’Adige. Il culmine è al tredicesimo kilometro e poi la strada punta con decisione in discesa, con ampie viste a destra sulla Lessinia, facendoci arrivare
in un baleno alle porte di Ferrara
di Monte Baldo. Un ponte,
proprio all’ingresso del paese, segna la fine della discesa
e una prima dura rampa ci accoglie mentre attraversiamo il centro,
dove una fontana invita
a una sosta ristoratrice.
Ripide rampe
Un’altra ripida rampa ci conduce fuori dal paese e subito dopo incontriamo 200 metri a pendenza attenuata dove conviene tirare il fiato, dato che le rampe riprendono subito dopo e continuano fino alla soglia del sedicesimo kilometro, dove la pendenza si attenua ancora. Isolate costruzioni e il torrente, che scorre sulla nostra sinistra, ci accompagnano,
mentre stiamo immergendoci nuovamente nel bosco che però, data la larghezza della strada,
non riesce mai a proteggerci
con la sua benefica ombra.
Un ripido tornante destrorso e la pendenza cala mentre, dopo aver lasciato a destra la deviazione per Albaré, la strada si restringe superando un secondo tornante, questa volta sinistrorso. Lasciata
a destra una vecchia malga in località Monte Cucco, troviamo ancora tratti miti nei pressi del bivio per il villaggio Monte Cucco
e poi continuiamo, altalenando rampe in salita e discesette che
ci fanno perdere preziosa
quota conquistata a fatica.
La musica cambia nei pressi
del ventesimo kilometro dove, all’altezza di un tornante destrorso, lasciamo a sinistra
la stradina per Cambrigar
e ripartiamo per affrontare
uno dei kilometri più duri.
Tornanti tra i pascoli
Un paio di tornanti e, nei pressi dell’albergo-ristorante
Al Cacciatore, lasciamo, a sinistra, una strada che riporterebbe a Spiazzi e continuiamo, a destra, sulla principale per Bocca Navene e Brentonico. La vegetazione
si è diradata e la salita prosegue con tratti duri ma alternati, immersa in ampi pascoli fra cespugli, sassaie e isolate casere.
Al km 21.7 la pendenza si riduce al 3-4 per cento e superiamo
così due tornanti ravvicinati,
ma quando lasciamo a destra il rifugio Novezzina, la salita riprende dura. Siamo ormai agli sgoccioli: fiancheggiamo la strada che porta al vicino rifugio Cedron,
poi la baita Genzianella e, quindi,
il ristorante-bar Novezza.
Da quest’ultima costruzione,
con meno di 500 metri assai impegnativi, arriviamo in vista, sulla sinistra, di un piccolo
lago e, sulla destra, di una carrareccia vietata al transito
di moto e fuoristrada:
sono gli unici segni che identificano il Cavallo di Novezza, punto di arrivo e termine
delle nostre fatiche.
Da qui la strada continua ancora per un tratto in salita e poi spiana, correndo sotto la cresta
del Baldo per raggiungere
la Bocca di Navene e scendere
poi verso nord o verso est.
Info utili
Come arrivare.
Caprino Veronese dista circa 7 kilometri, verso nord, dall’uscita autostradale “Affi - Lago di Garda Sud”, lungo l’autostrada A22 Modena-Brennero, a poca distanza da Verona.
Mangiare e dormire.
Per dormire, si tratta solo di scegliere: gli amanti della tranquillità troveranno il silenzio che desiderano al rifugio Novezzina (tel. 045/6247065) oppure all’hotel Al Cacciatore (tel. 045/6247163) di Ferrara di Monte Baldo, o all’hotel Belvedere di Spiazzi (tel. 045/7220017). Altrimenti ci si può rivolgere ai numerosi hotel che sorgono sulla vicina sponda del Lago di Garda, facendo riferimento all’APT n. 12 di Garda (tel. 045/ 6270384).
Le trattorie lungo la salita sono numerose, ad esempio il ristorante Al Cacciatore o il ristorante Novezza (tel. 045/6247022), dove gustare salumi e formaggi, funghi e tartufi o anche la cacciagione o, infine, il miele e le erbe aromatiche. Chi ama la tavola a base di pesce potrà invece rivolgersi ai ristoranti del lungolago, dove potrà gustare i “Bigoi co le agole”, spaghetti fatti in casa conditi con la salsa d’alborelle in salamoia. Infine, consigliamo la visita all’Orto Botanico del Monte Baldo, a Novezzina (tel. 045/7241600) e al Santuario della Madonna della Corona (tel. 045/7220014), in posizione panoramica.
In Rete
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