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Grandi salite
PASSO FITTANZE DELLA SEGA
articolo pubblicato su "La Bicicletta", luglio 2002
di Carlo Turchetto
La salita che vi
proponiamo questo mese
è molto dura, da affrontare solo
con il dovuto allenamento e conrapporti adeguati. Pendenze elevatissime e discontinuità sono gli ostacoli più duri da vincere, anche se il secondo potrebbe in qualche caso attenuare un po’ il primo.
Località di partenza: Sdruzzinà (TN), 147 m
Lunghezza: 13.8 km
Dislivello: 1234 metri
Pendenza massima: 20%
Pendenza media: 8.9%
Quota massima raggiunta: 1378 m
Esposizione: ovest
Periodo di percorrenza:
da aprile a novembre
Info: Apt di Rovereto,
tel. 0464/430363, fax 0464/435528.
Il percorso
La salita che vi
proponiamo questo mese
è molto dura, da affrontare solo
con il dovuto allenamento e conrapporti adeguati. Pendenze elevatissime e discontinuità sono gli ostacoli più duri da vincere, anche se il secondo potrebbe in qualche caso attenuare un po’ il primo. Il pendenziometro montato sulla nostra bici ha infatti sfiorato il 20 per cento, ma lo ha fatto su una rampa preceduta, e seguita, da tratti a pendenza ridotta, che consentono di improntare un certo slancio prima e recuperare le forze dopo. La parte centrale dell’ascesa rimane comunque assai impegnativa, con pendenze medie tra il 15 e il 16 per cento, e in essa i tratti di recupero sono davvero pochi. Chi mirasse a un buon tempo dovrà, in ogni caso, fare i conti con questa e col fatto che sul finale la pendenza cala di molto, consentendo quasi un arrivo in volata, che potrà comunque essere effettuato solo se si avrà avuto l’accortezza di risparmiarsi prima.
Il curioso nome del Passo, situato all’estremo ovest dell’Altopiano dei Monti Lessini, ricorda l’affitto d’alpeggio dovuto dalle compagnie dei pastori ai proprietari del terreno che si sono succeduti nei secoli, dal Gastaldo Longobardo, che lo donò al Monastero di San Zeno nell’814, a Napoleone, che chiuse il ciclo.
Si inizia subito a salire
Lungo la S.S. 12, in località Sdruzzinà, si stacca a destra la stretta S.P. 211 dei Monti Lessini, che riporta indicazioni per Sega di Ala e Altipiano dei Monti Lessini: in questo punto ha inizio la salita, che verrà accompagnata, per tutta la sua lunghezza, da evidenti cartelli kilometrici.
Partiamo a pendenza ridotta, lasciando subito sulla destra una fontana utile per approvvigionarsi di acqua, ed entriamo nel centro della piccola frazione di Sdruzzinà. Lasciate alle spalle le case, la strada si impenna di colpo e un cartello ci avvisa che la pendenza arriverà fino al 20 per cento. In effetti, anche senza toccare per ora questi limiti, la pendenza media nei 500 metri che seguono il primo kilometro sfiora il 17 per cento e conviene, quindi, innestare fin da subito il rapporto più leggero a disposizione. Ci stiamo inoltrando in una valle, coperti dalla vegetazione e pedalando su un fondo piuttosto buono.
Superato un ponte (km 1.5), che ci consente di varcare il torrente che abbiamo fin qui fiancheggiato, la pendenza diminuisce un po’, restando comunque intorno al 10 per cento, e il panorama inizia a spaziare sulla Valle dell’Adige che ci siamo lasciati alle spalle.
Al km 2.08 incontriamo il primo tornante, (destrorso), di una lunga serie - sono in totale diciotto - che ci accompagnerà lungo la parte più dura della salita. Poco prima del quarto (km 4.25) sfioriamo alcuni tratti rocciosi, mentre sul versante opposto si estende un verdissimo pendio boscoso. Da qui il fondo stradale presenta qualche dosso.
Tornati e galleria
La pendenza, comunque, non molla e, subito dopo l’ottavo tornante (km 5.63) una durissima rampa mette alla prova le nostre gambe già affaticate. Superata una galleria, piuttosto stretta ma breve, e senza alcun problema di visibilità al suo interno, il successivo decimo tornante, destrorso, deve essere affrontato in piedi sui pedali o allargando sulla sinistra, auto permettendo, a causa della sua pendenza notevole. A questo punto, però, dopo meno di 200 metri, la strada, quasi per incanto, spiana completamente, regalandoci 500 metri esatti di pianura. Vanno sfruttati per recuperare le forze, mentre attraversiamo una radura prativa dove sorge, sulla destra, una casa isolata che reca sulla facciata una bella meridiana.
Massima attenzione
Allo scoccare del settimo kilometro, indicato dal cartello, lasciata a sinistra un’altra casa, la pendenza riparte di colpo, micidiale, e dobbiamo prestare la massima attenzione ad allargarci sul successivo tornante destrorso, perché, al suo interno, il fondo presenta delle profonde e pericolose buche, quasi delle voragini. Siamo nella parte più dura, che misura esattamente 2 km, con pendenze che toccano il 16 per cento e non scendono mai al di sotto del 10 per cento.
Il tredicesimo tornante, sempre destrorso, preceduto da un breve tratto di recupero, è da cardiopalma e il compagno sinistrorso che lo segue vicino non è certo da meno. Al km 8.4 ci vengono concessi un po’ di metri piatti: sono il trampolino di lancio che ci consente di vincere gli ultimi 600 metri. Percorso infatti il diciottesimo, e ultimo, tornante sinistrorso, che sfiora al suo esterno un grande ghiaione, al nono kilometro esatto la strada inverte la pendenza e cala blandamente per 300 metri. Poi riprende gradualmente a salire e ci presenta una serie di micidiali rampe alternate a tratti a pendenza quasi nulla, che costringono a un frenetico uso del cambio.
La “tortura”
La “tortura” termina al km 10.2, alla fine di una rampa in cui il pendenziometro ha sfiorato il 20 per cento. La parte più dura è ormai alle spalle e chi è giunto fin qui senza aver intaccato le energie di riserva potrà aumentare il rapporto e partire per un gran finale.
Ora si può pedalare in scioltezza e, lasciato sulla destra un capitello, superiamo, quasi in piano, un ponte, oltre il quale ci accoglie il cartello “Monti Lessini - Sega di Ala”. Quando il bosco si dirada (km 11), entriamo in una zona con alcune case sparse sui pendii, e in breve raggiungiamo, quasi senza fatica, la località di Sega di Ala (al km 11.51), dove sorge, sulla destra fra altre costruzioni, il ristorante Monti Lessini. Superato il ristorante, la pendenza aumenta leggermente, senza superare mai il 7 per cento, mentre pedaliamo allo scoperto fra prati scoscesi, punteggiati da qualche piccola macchia boscosa.
Lasciata quindi, a sinistra, la deviazione per la Malga Sega e a destra una sterrata che, dopo essere scesa in un vallone, risale nell’altro versante, entriamo in provincia di Verona, uscendo da quella di Trento. Da qui il Passo è ormai a vista e gli ultimi 400 metri al 6 per cento meritano il rapporto più duro. Sulla cima si trovano la Malga Fittanze e un grande monumento ai caduti delle due guerre mondiali. Sulla sinistra si trova, di fronte a una fontana, il Bar Passo Fittanze. Il Rifugio Passo Fittanze si trova poco più in basso, lungo la strada che scende a Erbezzo.
Info utili
Come arrivare. Percorsa l’autostrada A22 Modena-Brennero, dall’uscita Ala-Avio occorre scendere brevemente fino a Sabbionara e di qui sottopassare l’autostrada e attraversare l’Adige. Giunti sull’altra sponda, si imbocca a sinistra la S.S. 12 e la si segue brevemente in direzione di Trento, lasciandosi alle spalle Vò Sinistro, fino a raggiungere la località Sdruzzinà.
Mangiare e dormire.
Il prodotto sovrano del territorio è il latte, destinato alla produzione di formaggi (Monte Veronese Dop e Grana Padano), ma anche burro, ricotta, mozzarelle e caciotte. Niente di meglio, quindi, che poter gustare e acquistare questi cibi direttamente nelle numerose malghe che punteggiano i verdi prati. La malga è una vera e propria azienda agricola in quota, la cui particolare fisionomia, se da un lato non consente elevati volumi di produzione, dall’altro conferisce a queste piccole produzioni sapori e profumi particolari. Per informazioni ci si può rivolgere all’Ente Parco Naturale Regionale della Lessinia, tel. 045/8394111, o alla Comunità Montana della Lessinia, tel. 045/915155. Si può consumare un pasto tradizionale a Sdruzzinà, al ristorante Campagnola (tel. 0464/671432), oppure quasi in cima alla salita, al ristorante Monti Lessini (tel. 0464/671253). Entrambi questi locali offrono anche buone possibilità di pernottamento o, in alternativa, ci si può rivolgere all’Apt di Rovereto e della Vallagarina (tel. 0464/430363), all’Ufficio Turistico di Boscochiesanuova (tel. 045/7050088) o al Lessinia Turist di Boscochiesanuova (tel. 045/7050913).
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