|
CYCLING.IT » ARCHIVIO LA BICICLETTA » GRANDI SALITE
|

Componenti bici
SAN VALENTINO
articolo pubblicato su "La Bicicletta", dicembre 2002
di Carlo Turchetto
Non ci attendono
rampe micidiali, ma un impegno abbastanza costante,
in particolar modo dal terzo
all’undicesimo kilometro, per risalire dalla Vallagarina fino all’Altopiano di Brentonico, ai piedi del Monte Baldo.
Lunghezza: 16.5 km
Dislivello: 1177 metri
Pendenza massima: 11%
Pendenza media: 7.1%
Quota massima raggiunta: 1177 m
Esposizione: est
Periodo di percorrenza:
da maggio a novembre (nei mesi invernali la strada è chiusa l traffico)
Località di partenza: Avio (TN), 138 m
Info: A. P. T. di Rovereto, tel. 0464/430363, fax 0464/435528; A.P.T. di Brentonico, tel. 0464/395149, fax 0464/395149; Consorzio Brentonico Vacanze, tel. e fax 0464/395335.
Il percorso
Non ci attendono
rampe micidiali, ma un impegno abbastanza costante,
in particolar modo dal terzo
all’undicesimo kilometro, per risalire dalla Vallagarina fino all’Altopiano di Brentonico, ai piedi del Monte Baldo. I tornanti sono ventuno in totale, ma sono divisi in due gruppi ben distinti, rispettivamente di quindici e sei, separati tra di loro dal bivio per la Malga Dossioli, prima del quale la pendenza cala per un buon tratto concedendo discreti attimi di respiro.
La partenza avviene dalla chiesa di Avio, poco discosta dalla strada che corre lungo l’Adige, nei cui pressi sorge una fontana. Lasciando a sinistra la chiesa, seguiamo la via Regina Elena, che corre stretta fra le multicolori case del paese. Facendo quindi attenzione a una serie di dossi rallentatori, giunti allo stop proseguiamo dritto, sempre fra le case, per via XVII maggio e fiancheggiamo poi, sulla destra, un’altra fontana e, sulla sinistra, un’immagine sacra. Attraversato un ponte, subito dopo arriviamo a un secondo stop, dove ci immettiamo, a destra, in salita, sulla strada provinciale 208 e qui seguiamo le indicazioni per San Valentino e Monte Baldo.
Pendenza incostante
Al km 1 fiancheggiamo a sinistra, all’interno del cimitero, la romanica Madonna della Pieve e un cartello ci avvisa che dovremo affrontare pendenze dell’11 per cento, anche se qui la salita è ancora piuttosto blanda. Superato, però, il cippo che indica il primo kilometro della provinciale, la strada si restringe e inizia a inerpicarsi con maggior decisione.
Al km 1.36 la pendenza cala per un attimo, ma dopo 100 metri riprende, mentre avanziamo accompagnati da un panorama piuttosto suggestivo su una corona di monti e sulla stretta Valle dei Molini, scavata dal torrente Aviana che scorre molto più in basso sulla nostra destra.
Nei pressi del secondo kilometro, la strada quasi spiana nuovamente, per riprendere a salire con decisione dopo 300 metri e fiancheggiare poi, sulla destra, il “Ristorante Al Mulino”.
Con pendenza ancora incostante, alternando tratti più o meno duri, corriamo brevemente a livello del torrente e superiamo quindi un ponte, che segna l’inizio del tratto più impegnativo.
Iniziano i tornanti
Al km 3.4 incontriamo il primo tornante sinistrorso, in un tratto in cui la pendenza è davvero notevole e, all’altezza del secondo, fiancheggiamo un crocifisso. La strada corre in parte coperta dalla vegetazione, che però, in caso di forte sole, non riesce a coprire del tutto il ciclista, mentre i tornanti si susseguono con una certa regolarità.
Superata, al km 5.4, una roccia sporgente che si erge completamente sopra la strada, fiancheggiamo poi, sulla sinistra, un capitello e una fontana, giungendo al km 6.4, nei pressi del settimo tornante sinistrorso, dopo il quale la pendenza cala notevolmente. Si mantiene così fino al successivo tornante, ma poi aumenta di nuovo e nei pressi del nono tornante (km 7) la strada torna bruscamente ad impennarsi.
Alternando, poi, rampe a brevi momenti di recupero, incassati ancora fra due alte ali di roccia, che caratterizzano la valle che risaliamo e che solo di rado consentono alla vista di spaziare sulle vette circostanti, superiamo, al km 9.5, anche il quindicesimo tornante, ultimo del primo gruppo. La pendenza poi torna a essere abbastanza modesta e, per un tratto in cui la vegetazione si dirada, corriamo con magnifica vista sulla Valle dell’Adige.
Tra le rocce
Al km 10.6 si torna a salire con decisione e al km 11.1, nel punto in cui la pendenza sparisce di nuovo del tutto ci infiliamo in una stretta e spettacolare gola fra alti e cupi speroni rocciosi, alcuni dei quali si protendono sulla strada coprendola completamente.
Poco dopo (km 11.8) raggiungiamo un bivio, in una specie di valico, dove, lasciata a sinistra la strada Provinciale 230 dei Dossioli (con indicazioni per la Malga Dossioli, Rifugio Monte Baldo e Albergo Ristorante Bar Alpino), proseguiamo dritto per San Valentino. Da qui a breve la strada si impenna nuovamente. Lasciata infatti a sinistra una deviazione che conduce alla base della diga che chiude il lago artificiale di Pra da Stua, la strada parte in decisa salita e il sedicesimo tornante destrorso, il primo del secondo gruppo, ci coglie di sorpresa.
Poco dopo, però, il paesaggio ci viene in aiuto, dato che la vista si apre sulle propaggini del Monte Baldo, che si erge proprio davanti ai nostri occhi.
Lasciato quindi a sinistra, poco visibile, il lago, saliamo ancora con decisione. Tagliando, poi, vasti prati scoscesi che si alternano ad altri ricchi ancora di alberi, arriviamo in un punto in cui ci appare dinanzi la bastionata rocciosa delle Corne de Bes. Lasciata a sinistra una strada sterrata con indicazioni per la malga e il campeggio Postemonzel, la vegetazione si dirada e a tenerci compagnia restano solo vastissime praterie d’altura.
Arrivo tra i prati
Incontrato, subito dopo il ventesimo tornante destrorso, un cartello che ci dà il benvenuto nell’Altipiano di Brentonico, nei pressi del cippo del quindicesimo kilometro della provinciale la pendenza torna a livelli più abbordabili. Lasciato sulla destra l’Albergo San Valentino e una sterrata che riporterebbe indicazioni per La Polsa, la salita si attesta infine, con uno stop, su una strada più importante che unisce Brentonico al Monte Baldo. Qui, punto in cui terminano le nostre fatiche, tra vasti prati, c’è un bassorilievo del XIII secolo dove sono raffigurati San Valentino e San Francesco.
Info utili
Come arrivare.
Arrivare ad Avio è molto semplice dato che si trova sull’autostrada A22 Modena-Brennero, con una propria uscita, nel tratto che collega Verona a Rovereto.
Mangiare e dormire. La Vallagarina è terra di nobili vini, dal Marzemino alla Nosiola, dal Moscato agli spumanti. Tre le specialità locali si possono citare gli gnocchi, i canederli, lo speck, la cacciagione e per finire strudel di mele o frutti di bosco. Una buona cucina locale si può trovare in quota, sull’Altopiano di Brentonico, nei pressi del punto di arrivo della salita. In località San Valentino si trova il Ristorante Pizzeria Bar Ciclamino (tel. 0464/391583), oppure La Baita, con specialità trentine e non (tel. 0464/391547). Poco distante ci sono il Rifugio Malga Costa Pelada, con cucina tipica trentina (tel. 0464/411828) e il Ristorante San Giacomo (tel. 0464/391560).
Anche per dormire problemi non ve ne sono. Sulla cima della salita c’è l’Hotel Bucaneve (tel. 0464/391557) mentre, poco distante, ci sono l’Albergo Alpino (tel. 0464/391569), il Rifugio Monte Baldo (tel. 0464/391553) e l’Hotel S. Giacomo (tel. 0464/391560).
In Rete
Dimore storiche
Castello di Avio
APT Rovereto
Notizie su Avio
COPYRIGHT © La Bicicletta - Italy
|
|
|
|
 |
 |

Una selezione degli articoli più interessanti dall'archivio di La Bicicletta.
Per trovare quello che vi interessa, usate il menù
a tendina sottostante. Se non trovate quello che cercate, scrivete a: bicicletta@cycling.it
|
|
|
|
 |
|