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articolo pubblicato su "La Bicicletta", aprile 2003
di Carlo Turchetto


I monti della Lessinia occupano la parte nord della provincia di Verona, a ridosso di grossi centri abitati, con possibili itinerari in salita che partono quasi dal centro.

Lunghezza: 21.5 km
Dislivello: 1038 metri
Pendenza massima: 9%
Pendenza media: 4.8%
Quota massima raggiunta: 1078 m
Esposizione: sud
Periodo di percorrenza: tutto l’anno
Località di partenza: Montorio (VR), 81 m
Info: Apt, Verona, tel. 045/8068680 Iat, Bosco Chiesanuova, tel. 045/7050088.


I monti della Lessinia occupano la parte nord della provincia di Verona, a ridosso di grossi centri abitati, con possibili itinerari in salita che partono quasi dal centro. Il comune di Velo Veronese, uno degli insediamenti originari dei coloni bavaresi, noti col nome di Cimbri, ai quali - nel 1287 - il vescovo Bartolomeo della Scala concesse i territori della Lessinia, si trova adagiato su una sella tra il Monte Purga e il Monte Stozè, tra le valli di Squaranto e d’Illasi. Le origini del paese sono comunque assai più antiche e vanno cercate sul vicino Monte Purga, dove esistono tracce di insediamenti, dell’età del Bronzo e del Ferro, che ha fornito ceramiche, monete, armi e ossa.

In tutte le stagioni
La salita che conduce a Velo Veronese, percorribile, data la sua esposizione a sud, praticamente tutto l’anno, quindi anche nei mesi invernali, costituisce un buon banco di prova per i ciclisti locali, che la utilizzano volentieri come allenamento di inizio stagione. Le pendenze non sono mai mozzafiato e l’andamento è piuttosto discontinuo, con ampi tratti di recupero e una discesa nella parte centrale. Tutti elementi, questi, che consentono di trarre vantaggio sia da parte di chi è già ben allenato, che l’affronterà con la dovuta velocità, sia da chi, al contrario, non ha ancora molti kilometri nelle gambe e, con spirito più turistico, potrà invece attardarsi a osservare il paesaggio decisamente ampio. Lo scarso traffico, costituito da pochi pendolari, residenti sui monti, che si recano al lavoro a Verona, diminuisce in maniera proporzionale all’avanzare dei kilometri, tanto che sul finale può considerarsi quasi del tutto assente. Numerosi, invece, gli incroci con strade secondarie che conducono alle mille frazioni, costituite, a volte, da poche case che sorgono sparse sui pendii.

Partenza in falsopiano
La partenza avviene lungo la strada provinciale 35, che sale da San Martino Buon Albergo a Roverè e Velo Veronese, all’altezza del secondo bivio a destra per Montorio, che porta anche alla zona artigianale di questo paese, con la possibilità di parcheggiare l’auto in un piccolo piazzale sterrato. Inforcata la bici, seguendo le indicazioni per Velo Veronese e Roverè, proseguiamo sulla strada provinciale che corre, in questo primo tratto, in falsopiano, completamente allo scoperto, fra campi coltivati e radi vigneti, fiancheggiando a sinistra un canale. Il riscaldamento a pendenza ridotta dura esattamente 1.5 km: infatti, lasciata a sinistra la deviazione che entrerebbe a vista nel paese di Mizzole, 300 metri dopo aver compiuto una netta curva a sinistra, la strada si impenna di colpo e ha inizio la salita vera e propria. Il primo di una serie di quattro tornanti lo incontriamo al km 2.17, dopo la seconda deviazione per Mizzole, che condurrebbe anche a una villa visibile in lontananza. I vigneti stanno intanto cedendo il posto agli ulivi, mentre il paesaggio inizia ad aprirsi verso sud, sulla pianura tra Verona e Vicenza. Quando incontriamo il bivio per La Costa, la pendenza è già calata e intorno i capitelli e le immagini sacre incassate nei muri testimoniano della fede religiosa di questi luoghi. Dopo aver attraversato, al km 6.4, la minuscola frazione di Prezzolano, lasciando a sinistra la grande chiesa, poco oltre la pendenza cala notevolmente. Questo fatto è dovuto al territorio, che si presenta con una serie di pianori alternati a balze. Più avanti, infatti, riprendiamo a salire gradualmente, ma al km 7.4 la pendenza si annulla nuovamente, per presentarci a sorpresa, dopo 200 metri, una bella rampa. Lasciamo quindi, a sinistra, la deviazione per Morago, mentre gli ulivi sono finiti e la vegetazione è un po’ più folta, anche se non riesce mai a riparare il ciclista, cosa che rende quasi impossibile la salita nelle ore centrali delle giornate estive di pieno sole.

Per Cancello
Al km 9.13, dopo la deviazione per Cancello, iniziamo a salire con maggior decisione, ma, lasciata a destra quella per Castagnè (km 9.6), la salita si attenua di nuovo e 400 metri più avanti raggiungiamo un culmine dopo il quale la strada, entrando in un vallone, inizia a scendere. La salita riprende solo dopo aver lasciato a destra la deviazione per Moruri, punto in cui la strada inizia a offrirci bei panorami verso nord, ma dura poco, dato che in breve siamo ancora in discesa. Numerosi i bivi che superiamo, ma è quello per Mariotti, al km 12, che segna la ripresa, anche se ancora decisamente modesta. Infatti, un tratto in falsopiano e un altro in dolce salita, ci separano da San Rocco di Piegara, di cui attraversiamo il centro pedalando ancora agevolmente in leggera ascesa, lasciando la chiesa sulla destra. Dopo la deviazione per Porra, sembra che la salita riprenda e la pendenza aumenta dopo il bivio per Bosso e Bonomi, ma si tratta solo di una rampa, mentre il paesaggio intorno si è fatto piuttosto brullo, con radi alberi. È comunque il bivio per Tezze e Barco, al km 15.21, che dà il via alla parte finale, con la pendenza che si eleva di colpo. Non mancano, in ogni caso, ancora momenti di recupero, come quello che incontriamo prima di attraversare il paese di San Vitale di Arco, dove lasciamo a sinistra la strada per Roverè e proseguiamo, invece, dritto per Velo Veronese. Circa 600 metri dopo quest’ultimo paese troviamo uno stop, dove ci immettiamo a destra sulla più importante provinciale 15, seguendo le indicazioni per Velo Veronese.

L’ultimo tratto
Nei pressi di un tornante destrorso la salita è di nuovo impegnativa, mentre intorno il paesaggio è decisamente meno vissuto della parte più bassa. Nei pressi della deviazione per Gaiari, però, al km 19.6, la pendenza cala di nuovo e, pedalando così quasi in piano, lasciata a destra la deviazione per Badia Calavena, con un grandioso paesaggio sui Monti Lessini a nord e sul Monte Baldo a est, raggiungiamo un capitello che lasciamo sulla destra, mentre sulla sinistra appare, tra gli alberi, la chiesa di Velo Veronese. La salita termina, dopo circa mezzo kilometro, nei pressi di una grande croce di cemento, dove si trova, sulla sinistra, un vasto parcheggio e, sulla destra, si stacca la strada che porta a vista alla chiesa. In centro, vicino all’ufficio postale, possiamo rinfrescarci a una fontana, di fronte alla quale si trova anche il ristorante XII Comuni. Continuando invece sulla strada principale, raggiungiamo in breve il bivio per Bosco Chiesanuova, a sinistra, e Selva di Progno, a destra. Come arrivare Arrivare a Montorio è facile, perché si trova vicino dall’uscita di Verona Est, lungo l’autostrada A4 che collega Trieste con Torino.

Mangiare e dormire
La cucina che propone la Lessinia è di stampo casalingo, con specialità realizzate secondo le ricette locali. Tra le pietanze più caratteristiche ci sono i tortelli e gli gnocchetti con tartufo nero della Lessinia, i maccheroni alla montanara con ricotta affumicata e pancetta, stracotti vari, carni alla brace e tagliate. Ad accompagnare il tutto, gli ottimi formaggi locali e dolci, tra cui focacce di mele e pere. Per dormire: a Velo Veronese, l’Albergo XIII Comuni (tel./fax 045/7835566) offre anche la possibilità di pernottare; a San Rocco di Piegara, l’Albergo Cristina (tel. 045/7848004-7848151) e l’Albergo Soata d’Oro (tel. 045/7848000). Per chi si muove col camper, a Camposilvano si trova il Camping Camposilvano (tel. 045/7835658-7835450): qui, di particolare interesse, c’è il Museo dei Fossili della Lessinia, nei cui pressi sorgono una cavità naturale, formata da un pozzo con una caverna sul fondo, e la Valle delle Sfingi, con le rocce affioranti.


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