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articolo pubblicato su "La Bicicletta", giugno 2000
di Carlo Turchetto


Scalatori puri, grimpeur, salitomani, questa salita è dedicata a voi!

Località di partenza: Assenza sul Garda (VR)
Lunghezza: 10 kilometri
Dislivello: 1100 metri
Pendenza massima: 18 per cento
Pendenza media: 11 per cento
Quota massima raggiunta: 1146 metri
Esposizione: ovest
Periodo di percorrenza: da aprile a novembre
Info: Associazione Turistica di Brenzone, tel. 045/7210078; Associazione Albergatori, tel. 045/7420077; Ufficio Informazioni di Brenzone, tel. 045/395149


Il percorso
Scalatori puri, grimpeur, salitomani, questa salita è dedicata a voi che soffrite se la pendenza scende al di sotto del 10 per cento, voi che penate per tenere la ruota in pianura, che vi allenate solo con esercizi di forza/resistenza, che sognate un paradiso fatto di montagne da scalare. Se non appartenete a questa categoria, o se avete il cuore un po’ debole, non azzardatevi neppure a guardare il grafico di questa salita, perché potrebbe venirvi un colpo.
La scalata che vi proponiamo questo mese, infatti, è veramente speciale. Il nome che le abbiamo dato, visto che per il punto di arrivo le cartine topografiche dell’I.G.M. non riportano alcun dato, è “Prada Alta”, toponimo usato localmente in riferimento alla vicina località Prada, posta nel proseguimento della strada, a una quota più bassa.

Partenza dal Lago di Garda
La partenza è situata sulle rive del più grande lago d’Italia, il Garda, e l’arrivo proprio ai piedi della Punta Telegrafo, sul Monte Baldo.
Per tentare questa impresa, un po’ di follia ci vuole: non sappiamo se sia la più dura salita italiana, ma se ne conoscete una più dura vi invitiamo a segnalarcela, e a scriverci se riuscite a completare l’ascesa senza mettere il piede a terra.
I numeri parlano chiaro: 10 kilometri esatti e 1100 metri di dislivello, che portano a una pendenza media complessiva dell’11 per cento. Ma questo è niente, perché 1.9 kilometri all’inizio e 1.7 km alla fine sono quasi in piano, mentre nei 6.4 kilometri centrali si superano ben 947 metri di dislivello, il che significa, per questo lungo tratto, una pendenza media del 14.7 per cento. Qui non si parla di superare una rampa del 14.7 per cento, ma di pedalare per 6.4 kilometri con pendenze che variano dall’11 per cento al 18 per cento su una specie di mulattiera asfaltata. L’unico aiuto viene dai venti tornanti che, se presi larghi, consentono un attimo di tregua.
Al di fuori di questi e di qualche altro metro in cui la pendenza cala fino al 10 per cento, non c’è tregua. Consigli da dare ce ne sono pochi, se non quello di innestare, fin dall’inizio, il rapporto più leggero e di tenerlo fino alla fine.

Una salita durissima
La descrizione sarà volutamente scarna dato che il profilo altimetrico parla da solo e ci sembra inutile ripetere all’infinito aggettivi come durissimo, estremo, sovrumano.
Percorrendo la Statale Gardesana che costeggia il Lago di Garda da Torri del Benaco verso Malcesine, subito dopo aver superato la frazione di Assenza, si incontra un bivio a destra con indicazioni per Sommavilla, Borago e Castello. La stretta strada si infila tra le case abbandonando subito il lago e le nostre fatiche iniziano da questo punto, a quota 66 metri. La prima rampa al 12 per cento ci fa giungere al vicino bivio per Cassone già col fiato corto e, se riteniamo duro questo tratto, è meglio che optiamo per una rilassante giornata a prendere il sole in riva al lago. Poi però la pendenza cala e quasi si annulla in una serie di saliscendi lungo questa strada che corre fra le case di Sommavilla, parallela alla costa. Procediamo così immersi negli uliveti, cercando di gustare il magnifico panorama che si estende a sinistra sul lago e sui monti circostanti. Superato Borago, arriviamo in breve alle porte di Castello dove, prima di giungere nel centro del paese, notiamo sulla sinistra uno stretto viottolo che punta verso il cielo con indicazioni per Prada e Zignago: abbiamo percorso 1.9 km e siamo a quota 136 metri.

Il primo tornante
Qui inizia la vera salita e, vale la pena di ripeterlo ancora una volta, per 6.4 kilometri non ci sarà nessuna possibilità di respirare, ad eccezione dei tornanti e di alcuni brevi tratti in cui la pendenza diminuisce di qualche punto.
Dopo 400 metri attraversiamo la frazione di Zignago, poche vecchie case di sasso in parte abbandonate, e ci lasciamo alle spalle ogni segno di civiltà. Il primo tornante è destrorso e ci viene in soccorso al km 2.4, seguito dagli altri che si susseguono abbastanza regolarmente a una distanza variabile tra i 100 e i 300 metri l’uno dall’altro. Ne scorrono così nove, di cui alcuni sinistrorsi permettono di godere del panorama sul lago, mentre la strada, scavata in parte nella viva roccia, continua implacabile a salire. Al nono tornante (destrorso) la musica cambia, dato che per raggiungere il decimo (sinistrorso) dovremo pedalare, o forse è meglio dire inerpicarci, per 1.3 kilometri in costa senza tornanti. In due brevi tratti (km 4.1 e 4.4) la pendenza cala impercettibilmente, mentre al km 4.8 attraversiamo la frazione di Pranise, composta da un’unica casa abbandonata.
Al km 5.1, per fortuna, la strada si allarga e il fondo migliora, e poco dopo ci viene in soccorso il decimo tornante. I suoi “compagni”, l’undicesimo e il dodicesimo, tardano un po,’ ma poi riprendono ad alternarsi regolarmente fino al sedicesimo dove, raggiunta ormai quota 945 metri, la pendenza si attenua leggermente. Non fatevi illusioni: lasciato, poco dopo a sinistra, il sentiero per Assenza, la strada torna a incattivirsi per bene.

L’ultimo sforzo
Per poter pronunciare la parola “fine” dovremo compiere altri quattro tornanti e giungere così al ventesimo (destrorso), ben identificato dal sentiero che si stacca per il Rifugio Telegrafo e per un cartello posto a monito per chi scende, che indica pendenze del 30 per cento.
Per chi è riuscito ad arrivare fin qui indenne, si tratta ora di pedalare per altri 1.7 km gustandosi il panorama e l’ardita strada con pendenze, ve lo assicuriamo, mai superiori al 5 per cento. Superato un piccolo slargo, lasciamo a destra la forestale dal fondo erboso, che condurrebbe alla Casera Trovai, e attraversiamo una specie di valico fra due ali rocciose che ci consente di raggiungere un vasto spiazzo attrezzato per la sosta. La strada continua in piano, varcando una sbarra ormai in disuso: inizia da qui la parte più emozionante della salita, in cui si attraversa un largo orrido che precipita sulla destra verso il lago. Corriamo per 500 metri fiancheggiando un’alta parete rocciosa, sospesi nel vuoto. Alla fine dell’ardita traversata, un’ultima rampa ci permette di raggiungere finalmente, dopo aver varcato un’altra sbarra in disuso, il secondo piazzale, che segna la fine definitiva della salita. Non c’è nessuna possibilità di ristoro e il lago non si vede più, ma sullo sfondo si alza, imponente e severo, il Monte Baldo con la sua alta Punta Telegrafo.

Info utili
Come arrivare: raggiungere la località di partenza di questo itinerario è semplice: da nord conviene percorrere l’autostrada A 22, che scende dal Brennero, e uscire a Rovereto sud da dove, seguendo le indicazioni, sarà semplice raggiungere Riva del Garda e da qui scendere verso sud, lungo la Gardesana, fino ad Assenza. Esistono altre due possibilità: percorrere la A4 Torino-Venezia e uscire a Peschiera e da qui, costeggiando il Lago di Garda verso nord, arrivare ad Assenza, oppure seguire l’autostrada A22 per il Brennero e uscire ad Affi, da dove sarà facile raggiungere la riva del lago.
Mangiare e dormire: in riva al più grande lago d’Italia, mangiare e dormire non costituisce certo un problema. Per dormire alla base della salita, ad Assenza, c’è il Drago Center***, tel. 045/7420050, fax 045/7420137, o il Firenze***, tel. 045/7420096, fax 045/7420795. Chi vuole dormire in quota, potrà dormire ai piedi del Monte Baldo, in località Prada Alta, all’Albergo Edelweiss**, tel. 045/6289060, fax 045/6289039, oppure all’Albergo Monte Baldo**, tel. 045/7285120. Per gustare tipici piatti locali consigliamo il Ristorante Baita Rosa, sempre a Prada Alta, tel. 045/6289010.


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